Il culto di San Rocco
San Rocco, nato a Montpellier intorno al 1350, fu un pellegrino e taumaturgo che dedicò la vita alla cura dei malati di peste, guarendoli con il segno della croce. Contagiato egli stesso, trovò rifugio in una foresta, dove – secondo la tradizione – un cane lo nutriva portandogli il pane. Morì verso il 1379 e la sua figura divenne simbolo di carità, fede e protezione per malati, poveri e viandanti, venerato in tutta Europa e soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia.
A Tolve, il culto di San Rocco ha radici antiche e profonde: ogni anno, nelle due feste del 16 agosto e del 16 settembre, migliaia di pellegrini giungono da tutta la Basilicata e dalle regioni vicine per partecipare alle celebrazioni. Durante la solenne processione di mezzogiorno, la statua del Santo, portata a spalla dai devoti, è preceduta dai Confratelli del Purgatorio e seguita da pellegrini scalzi che recano cerei votivi raffiguranti simboli religiosi. La folla accompagna la statua intonando il canto tradizionale La storij r' Sand'Rocc'.
La statua, in legno d'olivo, viene rivestita per l'occasione da un manto d'oro, formato dagli ex voto donati dai fedeli in segno di riconoscenza per le grazie ricevute.
Il culto ha il suo centro nella Basilica Santuario di San Rocco, edificio romanico del XII secolo situato nel cuore del centro storico di Tolve. La chiesa, a tre navate, conserva un coro ligneo e vari altari, tra cui quello centrale dedicato al Santo, sotto il quale un'iscrizione ricorda la protezione ricevuta dal popolo tolvese durante il terremoto del 1857. In origine dedicata a San Nicola Vescovo, la chiesa divenne santuario di San Rocco dopo il ritrovamento miracoloso della sua statua, secondo la tradizione abbandonata dalle truppe francesi in ritirata.